Il riscatto di Giordano

Di Federica Scotti

L'atleta azzurro trionfa alla competizione internazionale ISAS di Dortmund - Marzo 2015

Il riscatto di Giordano

Chiedere a Giuseppe Giordano di parlare dei suoi successi sportivi non è semplice. Perché Giuseppe, attualmente tra i migliori tiratori di pistola azzurri, fa fatica a parlare di sé e preferisce raccontarsi come parte di una squadra, di un gruppo. Le sue vittorie a Dortmund, sono quelle di un team che ha lavorato bene, si é impegnato, é stato premiato, e lui ha portato a casa due medaglie. Nella libera e anche nei dieci metri. Un bel riscatto dopo l'esordio di stagione agli Europei di Arnhem che erano andati un po' in sordina.

"L'esperienza ai Campionati Europei di Arnhem l'abbiamo vissuta male, una delusione" - spiega Giuseppe - "Agli Europei ci va chi se lo merita, ci eravamo preparati molto bene per cui siamo andati consapevoli di poter portare a casa un buon risultato. Purtroppo non é andata come ci aspettavamo. Abbiamo cercato di ragionare dopo la gara e di capire perché non siamo riusciti in gara a riproporre le stesse condizioni che c'erano in allenamento".

Giordano non fa sconti a sé stesso, ma cerca di analizzare anche le condizioni di gara per giustificare la sua prestazione e quella dei suoi compagni: "certamente qualche problema lo hanno creato anche i bersagli Sius, hanno un mascherina scura con un led dentro, sono diversi da quelli che utilizziamo durante gli allenamenti, e ci siamo resi conto che anche altri atleti stranieri avevano avuto lo stesso problema confrontandoci con loro. Il tiratore vive molto di luce periferica, per cui le condizioni di luce sono fondamentali. Non credo sia casuale il fatto che io, Luca e Mauro abbiamo fatto lo stesso identico punteggio. In seguito abbiamo parlato molto, abbiamo lavorato tanto anche per riuscire a riscattarci da questo Europeo".

GiordanoGiuseppe GiordanoE il riscatto é arrivato alla competizione internazionale di Dortmund:"sono arrivato tranquillo, esattamente come lo ero ad Arnhem. Forse in finale sono riuscito a dare qualcosa in più e di questo sono estremamente contento. A Dortmund il risultato é arrivato anche perché abbiamo lavorato intensamente con il nostro tecnico Matthias Hahn, siamo migliorati anno dopo anno, siamo obiettivamente ad un livello altissimo e riuscire ad innalzarlo ancora chiaramente non é facile".

 "Secondo il nostro direttore sportivo, Valentina Turisini, pecchiamo un pò sulla preparazione mentale. In effetti é un lavoro che ci manca e vorrei provare a migliorarla. Lo psicologo affronta con te questi discorsi e forse può essere una chiave per il futuro, bisogna crederci, è un aspetto da non sottovalutare per poter avere dei margini di crescita".

Il cambio di regole voluto dall' ISSF dopo i Giochi Olimpici di Londra non gli ha creato particolari problemi:"trovo giusto il fatto di ripartire da zero ma non trovo corretta la modalità. Ad esempio potrebbero dare più tempo per la preparazione, certamente i tempi ristretti in parte influiscono sulla prestazione. Quando spariamo male ci sentiamo un po' in colpa perché il nostro sistema federale è perfetto: ci garantisce le migliori condizioni per poter raggiungere i nostri obiettivi. Senza contare il gruppo sportivo dell'Esercito che offre ai suoi atleti un centro di preparazione modernissimo ed il massimo delle opportunità per potersi allenare. É importante non alimentare troppo le aspettative ma é giusto essere consapevoli dei propri mezzi. La carta olimpica é una conseguenza ed arriva se riesci a fare in gara quello che fai in allenamento. Io devo semplicemente fare il mio lavoro. La prossima tappa sarà Changwon. Il problema sarà soprattutto il fuso orario, ma tutti noi abbiamo già fatto questo tipo di esperienza e sappiamo come gestirla. Io non voglio arrivare lì senza problemi, voglio essere in grado di gestirli durante la gara qualora si presentassero".

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